Estratto da “Il divario tra psicoanalisi e psicoterapia”

Jacques-Alain Miller

in Attualità Lacaniana, n. 39, giugno 2026.

“Agenti di ascolto

In generale, qualsiasi irruzione del reale oggi richiede una parola che dia senso. Ciò può avvenire occasionalmente in situazioni di emergenza. Siamo quindi molto vigili su tutto ciò che potrebbe causare traumi, in modo che possa essere anticipato e attenuato il più rapidamente possibile dalla parola.
Oggi lo psicologo, l’agente di ascolto, se così posso dire, è funzionalizzato nelle squadre di emergenza, poiché, in caso di incidente, c’è un trauma o delle vittime o dei parenti delle vittime, o degli spettatori, ed è necessario impedire il più rapidamente possibile che il trauma si cristallizzi e dissolverlo immediatamente nella parola. La parola è oggi strumentalizzata in questa funzione di emergenza e di emergenza che dissolve. È anche ripresa come un’esigenza delle vittime di tutto ciò che potrebbe causare un trauma, l’esigenza di avere i mezzi per attutirlo con il senso, attraverso l’ascolto.
Sto solo descrivendo ciò che tutti sappiamo. Cerco di descriverlo aggiungendo quel tanto che basta perché ci appaia comunque un po’ strano, o perché ci appaia come una costruzione, non del tutto naturale. È qualcosa di abbastanza recente perché alcuni di voi qui presenti ne abbiano visto l’emergere.
È la fiducia che si ripone nel senso per far passare il reale. Si può dire che, su larga scala, la parola è ormai strumentalizzata per contrastare il reale. È per questo che esistono i sondaggi. È la forma pratica e concreta dell’ascolto della realtà collettiva.
A livello individuale, non appena si manifesta un sintomo che va contro la realtà collettiva, cioè non appena qualcosa disturba il funzionamento, si mette di traverso, bisogna ascoltare. Bisogna ascoltare per farlo scomparire.
Per questo si assiste, in ogni caso, a una domanda di operatori di ascolto. Non appena, da qualche parte, ci può essere del reale, si introducono gli agenti di ascolto. Bisognerebbe rappresentarli come in Guerre stellari, persone che corrono, apparecchi di ascolto, e che vengono a ricoprire il reale con del senso. Stiamo entrando in un’era della prevenzione generalizzata del trauma.”

newsletter n.43: Jacques-Alain Miller, Estratto da Il divario tra psicoanalisi e psicoterapia 

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