Jacques Lacan

annuaire 1965-1966, 5 avril 1966, inedito.

“La difficoltà d’essere dello psicoanalista risiede in ciò che egli incontra come essere del soggetto: vale a dire il sintomo.

Che il sintomo sia essere-di-verità è ciò a cui tutti acconsentono, per quanto si sappia cosa significhi psicoanalisi, nonostante tutto ciò che viene fatto per confonderla.

Da quel momento si vede quanto costi all’essere-di-sapere riconoscere le forme felici di ciò a cui si accoppia solo sotto il segno dell’infelicità.

Che questo essere-di-sapere debba ridursi ad essere solo il complemento del sintomo, questo è ciò che lo fa inorridire, e ciò che, elidendolo, fa giocare verso un rinvio indefinito dello status della psicoanalisi, intesa come scientifica.

Ecco perché nemmeno lo shock che abbiamo provocato chiudendo l’anno su questa molla ha impedito che al suo posto si ripetesse il cortocircuito. Ci è ritornato, con evidente buona volontà di adornarsi di paradosso, che è il modo in cui il professionista lo pensa che fa il sintomo. Naturalmente questo è vero per l’esperienza degli psicologi con cui abbiamo introdotto il campanellino. Ma significa anche rimanere, come psicoterapeuta, al livello di ciò che ha fatto sì che Pierre Janet non sia mai riuscito a capire perché non era Freud.”