Jacques Lacan

in Altri scritti, Einaudi, Torino, 2013, p. 436

“Non c’è clamore di essere o di nulla che non si spenga per quanto il marxismo ha dimostrato con la sua rivoluzione effettiva: che non c’è da attendersi nessun progresso di verità o ben-essere, ma solo la virata dall’impotenza immaginaria a quell’impossibile che si verifica essere il reale per il fatto di fondarsi solo in logica, ovvero là dove ho avvisato che l’inconscio risiede, ma non per dire che la logica di questa virata non abbia da affrettarsi nell’atto.
L’inconscio infatti funziona ugualmente per un altro senso, e cioè, a partire dall’impossibilità con cui il sesso si inscrive nell’inconscio, mantenendo come desiderabile la legge con cui si connota l’impotenza a godere.
Bisogna dirlo: qui lo psicoanalista non ha da prendere partito ma da redigere un verbale.”