Jacques Lacan

in Scritti, Einaudi, Torino, 2002.

“La magia è la verità come causa nel suo aspetto di causa efficiente. In essa il sapere è caratterizzato non solo dal restare velato per il soggetto della scienza, ma anche dal dissimularsi come tale, sia nella tradizione operatoria che nel suo atto.”  (p. 876)

“Diciamo che il religioso lascia a Dio il compito della causa, ma che proprio qui si preclude l’accesso alla verità. Così, è indotto a rimettere a Dio la causa del suo desiderio, il che è propriamente l’oggetto del sacrificio. La sua domanda è sottomessa al desiderio supposto di un Dio che allora bisogna sedurre. […] In tal modo il religioso installa la verità in uno statuto di colpevolezza. Ne risulta una diffidenza nei confronti del sapere.” (p. 877)

“In quanto soggetti della scienza psicoanalitica, è alla sollecitazione di ciascuno di questi modi di relazione con la verità come causa che dovete resistere.” (p. 881)