in Altri scritti, Einaudi, Torino, 2013.

“La guarigione è una domanda che parte dalla voce del sofferente, di uno che soffre del suo corpo o del suo pensiero. La cosa sorprendente è che vi sia risposta, e che la medicina abbia da sempre fatto centro mediante le parole.

Com’era prima che fosse reperito l’inconscio? Una pratica non ha bisogno di essere illuminata per agire: ecco che cosa ne possiamo dedurre”. (p. 508)

“Il buon senso rappresenta la suggestione, la commedia il riso. Sarebbe a dire che sono sufficienti, oltre che essere poco compatibili? È qui che la psicoterapia, qualsiasi cosa essa sia, fallisce bruscamente: non che non eserciti un qualche bene, ma questo riconduce al peggio”. (p. 509)