Jacques-Alain Miller

ne La cause du désir, n. 90, A qui se fier?, Navarin Éditeur, 2015, pp. 54-64.

La precisione, virtù cardinale

Come virtù cardinale nella ricerca analitica, nell’insegnamento e nella pratica della psicoanalisi, proporrei quindi la precisione[1]. Proscrivere il vago, l’impreciso. Certo, ci si scontra sempre con l’imprecisione, ma non ci si allea con essa, si lotta contro di essa. L’efficacia della logica matematica è quella di operare con elementi che per definizione non hanno nulla di vago. E l’operatività della teoria degli insiemi fuzzy – che è stata dimostrata – è essa stessa legata alla reintroduzione molto precisa di questa vaghezza; non è una vaghezza naturale, una vaghezza grossolana, è una vaghezza che è stretta nella precisione.
La virtù della precisione in psicoanalisi, la conosciamo. È l’attenzione che prestiamo ai dettagli. Sin da Freud, la psicoanalisi si nutre di dettagli. Nell’indagine clinica passo dopo passo, nei colloqui preliminari, sappiamo che dobbiamo comunicare al paziente il nostro orientamento riguardo ai dettagli. Dire “sono stato molto angosciato” non basta: interroghiamo la modalità specifica di questa angoscia, il momento in cui è emersa, come si è calmata… E non per saperne di più, ma perché attraverso questo comunichiamo al paziente qualcosa della necessità del ben-dire in psicoanalisi. Ecco perché la precisione è una virtù, tanto più che l’etica della psicoanalisi, in un certo senso, non mira ad altro bene se non quello del ben-dire, come lo insegna Lacan. La parola giusta è di per sé un dato di base. Lacan ci insegna a individuare ciò che sfugge, a individuarlo ogni volta più da vicino, perché la nostra pratica ha a che fare con ciò che sfugge. Avvicinarsi ad una approssimazione sempre più raffinata – questo è il movimento da seguire. Se tutto va bene, è anche il cammino del paziente. Ed è anche quello che dovremmo seguire per l’insegnamento e la ricerca.

[1] Nella discussione che è seguita al suo intervento, J.-A. Miler sottolineava che “il senso e l’esigenza di precisione sono necessari affinché la psicoanalisi non si diluisca nel discorso comune”. Preservare la precisione nel nostro campo, aggiungeva, è preservare l’essenziale della psicoanalisi.