Jacques Lacan

in Altri scritti, Einaudi, Torino, 2013.

“Anche se in Francia come altrove si presta man forte a una pratica mitigata dal dilagare di una psicoterapia associata ai bisogni dell’igiene mentale – è un dato di fatto che non c’è praticante che non dimostri imbarazzo o avversione, per non dire derisione o orrore, a seconda delle occasioni che egli si offre per immergersi nel luogo aperto in cui la pratica qui denunciata assume una forma imperialistica: conformismo dello scopo, barbarismo della dottrina, completa regressione a un puro e semplice psicologismo – il tutto mal compensato dalla promozione di un chiericato di cui è facile fare la caricatura ma che nella sua compunzione è proprio il resto che testimonia della formazione per cui la psicoanalisi non si dissolve in quel che diffonde.

Questa discordanza, la si colori con l’evidenza che insorge quando si indaga se non sia vero che nella nostra epoca la psicoanalisi è dappertutto e gli psicoanalisti altrove” (p. 237).